
Tonali: "Dopo la squalifica avevo perso gli stimoli. I primi mesi non riuscivo a capire il mio errore"
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SQUALIFICA - "Ho sbagliato, ho pagato e ho lavorato per essere migliore. Ma nei primi 5-6 mesi, quando non avevo ancora capito il mio errore, la mia testa mi diceva di non aver commesso errori ed era quello il pericolo. Se non fai il mio percorso, se non perdi niente, è difficile comprendere di aver sbagliato. Se domani perdessi il lavoro e la famiglia, capiresti immediatamente di aver sbagliato qualcosa. Scatterebbe dentro automaticamente un esame di coscienza. Per me era diverso: nessuno mi ha toccato lo stipendio, mi avevano solo bloccato il lavoro. Come fai a dire: ‘Sì, per un anno vado 4 volte a settimana dallo psicologo anche se non è obbligatorio anziché restare a casa’?"
TERAPIA - "Ho lavorato per un anno con lo psicologo, 4 volte a settimane. Non è stato semplice: non potevo prendere farmaci a causa dell’antidoping. È difficile far capire l’errore a uno che non ha le basi dell’errore perché ha già tutto. Nei primi 2 mesi mi allenavo ma non vedevo l'obiettivo: non avevo stimoli. Quando non devi metterti in gioco con nessuno, quando non devi allenarti meglio del compagno perché altrimenti non giochi, non hai stimoli. Mi sono trovato in un momento, fra il secondo-terzo mese, in cui non avevo stimoli. La mattina andavo al campo e mi chiedevo il perché. Con lo psicologo ho lavorato per due settimane perché a volte non volevo neppure andare".
NIENTE TELEFONO - "Sono stato fortunato a essere in Inghilterra. Ho vissuto 7 mesi senza telefono e tablet. Guardavo la TV solo per le partite e i film. Non mi arrivavano notizie. Anche perché immagino che in quel periodo non siano state… ‘Sandro Tonali ha sbagliato’. Non guardare social e tv mi ha alleggerito completamente. Non so cosa sia successo in quei mesi e non mi interessa. Non mi interessava aggiornare i social cercando il mio nome. Vivere senza il telefono è stato un po’ problematico, soprattutto per contattare la mia famiglia. Dovevano contattare la mia ragazza e lei doveva essere accanto a me. Poi andavo in giro, al campo in macchina senza telefono e non mi pesava. Avevo gli orari degli allenamenti sul telefono della mia ragazza. Dopo un po’ di mesi, quando ho capito che utilizzarlo da solo non era più un pericolo, l’ho ripreso".
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Sincero, chiunque può sbagliare ma chiunque può redimersi..... L'unica cosa, Sandro, è che è stat...