Calciomercato.com

  • Redazione Calciomercato
    Milan, le panchine di Leao non hanno alcun senso. Come le spiegazioni di Conceiçao

    Milan, le panchine di Leao non hanno alcun senso. Come le spiegazioni di Conceiçao

    • Andrea Distaso
      Andrea Distaso
    Era febbraio - appena un mese dopo l'avvento sulla panchina del Milan di Sergio Conceiçaoquando la gestione di Rafael Leao iniziava ad assumere i contorni del “caso” in tutta la sua pienezza, ma noi per primi ci interrogavamo se dietro a scelte, tecnicamente più che legittime, non ci fosse pure un tentativo estremo di aiutare il giocatore portoghese a tirar fuori fino in fondo il suo potenziale sopito. Leao in panchina per comprendere fino in fondo la necessità di completare il suo percorso di evoluzione tattica, entrando a gara in corso con maggiori possibilità di incidere. E' trascorso, nel frattempo, un altro mese e mezzo e la situazione del numero 10 rossonero non è cambiata affatto. A Napoli, per quello che è stato raccontato prima e dopo e per quello che è poi effettivamente accaduto in campo, si è avuta la dimostrazione tangibile che qualcosa non torni.

    Già nelle 24 ore antecedenti al calcio di inizio del match del “Maradona”, il sentore che Leao potesse restare a guardare, almeno inizialmente, in favore del connazionale Joao Felix ha iniziato a serpeggiare. “Non starà benissimo”, “Sarà affaticato dopo il doppio impegno di Nations League col Portogallo”, “Si sta già pensando al derby di mercoledì con l'Inter”, in molti hanno pensato. E in fondo, nella spiegazione che l'allenatore del Milan ha fornito al termine dei 90 minuti per giustificare una decisione non rivelatasi felicissima, ha utilizzato anche questi argomenti: “I medici mi hanno detto che Leao aveva un problema alla coscia”. Salvo poi smentirsi parzialmente: “Avevo preparato la partita senza Leao, quindi non sto dicendo che l'ho lasciato fuori per quello che mi ha spiegato il dottore”. Tradotto: ammesso e non concesso che l'attaccante non fosse nelle migliori condizioni possibili, la scelta è prettamente tecnico-tattica. Il che non contribuisce a renderla più ricevibile ed accettabile.

    Il secondo tempo di Rafa Leao contro il Napoli ha mostrato un giocatore tutt'altro che in difficoltà o limitato da qualsivoglia fastidio muscolare. E soprattutto, raffrontando la sua prestazione con quella dell'uomo che gli è stato preferito, Joao Felix, ha certificato che Sergio Conceiçao abbia sbagliato tutto. Nella preparazione e nell'impostazione della sfida alla squadra di Conte ma, più in generale, nel comprendere le dinamiche, i problemi ed il funzionamento del suo Milan. Perché, se anche in una delle sue stagioni più complicate (10 reti e 9 assist in 41 partite) Leao rimane il calciatore che genera il maggior numero di occasioni per la propria squadra (il miglior assist-man della Serie A negli ultimi 5 anni e il quinto miglior rossonero di sempre a livello di goal e passaggi decisivi garantiti, 121), non riuscire a trovargli una collocazione fissa e naturale è qualcosa di difficile spiegazione.

    A maggior ragione considerando i problemi enormi che la formazione rossonera ha palesato per tutta la stagione nell'assumere un'identità tattica precisa, anche con Fonseca in panchina, senza evolvere mai sul piano meramente estetico ma anche del passaggio da un contesto che prescindesse esclusivamente dalle giocate individuali ad una manovra più collettiva. Leao non solo maschera questa evidente criticità, che al Milan è tale da almeno un paio di anni a questa parte, ma – come l'ingresso a Napoli ha dimostrato – riesce spesso a far salire di tono il rendimento di molti suoi compagni. E' il caso, per esempio, di Theo Hernandez, che col numero 10 portoghese ha costruito un'intesa divenuta naturale sulla corsia mancina e che anche ieri ha generato sia l'occasione del calcio di rigore guadagnato dal terzino (poi sbagliato da Gimenez) che l'occasione del goal di Jovic. Più in generale, quando il Milan ha potuto contare su un calciatore che nelle stagioni più recenti era quello che aveva messo maggiormente in difficoltà la difesa del Napoli, i pericoli per gli uomini di Conte hanno iniziato a palesarsi.

    Parla il campo, non siamo noi a dirlo. Ecco perché risulta sempre più difficile arrivare ad una risposta chiara e definitiva sul perché un Milan in evidente stato di crisi abbia deciso di farsi un ulteriore danno rinunciando a puntare sul suo miglior calciatore – nonché asset strategico del club pure sul piano dell'immagine – per scegliere calciatori di cui magari non detiene pure la proprietà del cartellino. Su questo e di questo Sergio Conceiçao non ha mai risposto, ma una delle stagioni peggiori di sempre nella storia recente del Milan volge verso il termine e a breve presenterà il conto.

    Tutti gli AGGIORNAMENTI in TEMPO REALE! Unisciti al canale WHATSAPP DI CALCIOMERCATO.COM: clicca qui

    Commenti

    (134)

    Scrivi il tuo commento

    Utente CM 596953
    Utente CM 596953

    Mò me lo segno: domani sera parte titolare e come al solito lo toglierà il secondo tempo per stan...

    • 0
    • 1

    Altre Notizie