Simone Gervasio

Ibrahimovic: "Milan Futuro importantissimo per noi, l'Academy è il sangue del club"
- 5
Nel corso della lunga intervista concessa a GQ Italia il manager svedese, Senior Advisor del club per conto della proprietà RedBird, si è soffermato anche sulla gestione delle giovanili del club rossonero, tra la squadra che oggi milita nel Girone B di Serie C - un progetto centrale nei piani della società - e le selezioni in cui formare i prossimi talenti del Milan.
MILAN FUTURO E ACADEMY: IL SANGUE DEL MILAN - Per Zlatan tutto rientra in un discorso di nuova cultura da portare nel club: "Noi portiamo una nuova cultura, a modo nostro. Come l’idea di creare Milan Futuro, che per noi è importantissimo. Per me, l’Academy è fondamentale. Senza la base, non c’è la vetta. La vetta, la prima squadra, è incredibile, perché è il cuore. Ma è la base che tiene il cuore. È... Sì, il sangue. Il sangue che circola e fa funzionare il cuore. Il Milan deve avere una grande Academy. Ed è così che le idee rimbalzano, noi discutiamo, proviamo cose nuove. Siamo anche dei manager molto più giovani della media in Italia, e ti assicuro che quando ci vedi di fianco alle altre squadre, lo noti. Il nostro approccio è di fare le cose alla nostra maniera. E non è che io comando e gli altri seguono, no. Parliamo, ci confrontiamo. Siamo qui per costruire qualcosa di nuovo. Senza paura. Questa è la vera risposta, se mi chiedi qual è il mio ruolo".
L'INIZIATIVA - Ibrahimovic poi racconta un aneddoto che evidenzia come la gestione delle giovanili possa toccare la mentalità della prima squadra: "Faccio un altro esempio. Per la prima volta, ho portato tutta la squadra a San Siro. Dovevano salutare tutta l’Academy, ma tutti. Perché voglio che i ragazzi delle giovanili vedano la prima squadra. E voglio che la prima squadra veda chi sta rappresentando. Per chi gioca, di chi sono esempio. È una questione di mentalità. E per i bambini? Wow. La gente è impazzita. Prima andavano uno, massimo due giocatori a salutare. Adesso? Tutti".
Commenti
(5)Scrivi il tuo commento
Non avrebbe mai dovuto piazzarci il figlio, per la sua stessa crescita un danno.