
Ansa - Inter e Milan, aperto un procedimento preliminare per i rapporti con gli ultras: cosa può succedere
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In particolare, secondo quanto ricostruisce l’Ansa, Inter e Milan dovranno dimostrare nel corso di un contraddittorio di aver reciso i legami con certi ambienti e di aver lavorato al fine di non concedere favoritismi nella pratica della cessione dei biglietti per le partite. Ad oggi, le società non risultano indagate ma, qualora non fossero in grado di dimostrare la propria innocenza, si potrebbe arrivare, davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, ad un provvedimento di amministrazione giudiziaria. Nell'ordinanza che la Procura di Milano ha emesso nei confronti dei 19 soggetti sottoposti a fermo, si parla di “contatti agevolatori” e di vari episodi come “la corresponsione di 1500 biglietti alla Curva Nord, dopo pesanti pressioni, in occasione della finale di Champions League”, della “corresponsione di ulteriori abbonamenti alla Curva Nord in occasione della estromissione degli Irriducibili”, un gruppo ultras. E ancora dei “continui rapporti con We Are Milano dietro cui si nasconde la gestione (occulta) di Andrea Beretta; il costante ingresso allo stadio di soggetti privi di tagliando, agevolato dalle pesanti intimidazioni nei confronti degli stewart, situazione che va avanti da anni e a cui nessuno pare essere in grado di porre rimedio”.
Tra le vicende che hanno portato questa situazione all’attenzione delle autorità inquirenti ci sono infatti i rapporti e gli incontri che un esponente molto importante della Curva Nord interista, Marco Ferdico (attualmente in carcere), avrebbe avuto con l’ex giocatore nerazzurro Milan Skriniar e pure con l’allenatore Simone Inzaghi. Questa inchiesta nasce come conseguenza del gravissimo fatto di cronaca occorso il 4 settembre, ossia l’uccisione da parte di Antonio Bellocco, figura apicale del tifo organizzato interista legato ad una nota famiglia mafiosa calabrese, del capo curva Andrea Beretta, recentemente trasferito dal carcere di Opera a quello milanese di San Vittore per motivi di sicurezza.
