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  • Tudor è più juventino di Motta, ma non basta: due sfide diranno la verità

    Tudor è più juventino di Motta, ma non basta: due sfide diranno la verità

    • Gianluca Minchiotti
    La 'prima' di Igor Tudor sulla panchina della Juventus è andata bene: grazie a una rete di Kenan Yildiz i bianconeri hanno sconfitto il Genoa e hanno ripreso il cammino per la corsa a un posto in Champions League, cammino che si era bruscamente interrotto con le pesanti sconfitte contro Atalanta e Fiorentina. Sia in sede di presentazione, sia nel match che ha segnato il suo esordio sulla panchina bianconera, Tudor ha fatto valere un elemento che lo differenzia nettamente da Thiago Motta, il suo predecessore: la juventinità. Il croato ha detto e fatto tutto quello che l'ambiente si aspettava da lui, e non è il caso qui di tornare sulle parole della vigilia, sul comportamento in panchina e sulle parole del post, tutti aspetti già ampiamente sviscerati. Il croato ha accontentato la sensibilità di tutti: società, calciatori e tifosi. E non è un caso che i tifosi da curva abbiano ripreso a sostenere la squadra, dopo aver salutato il nuovo condottiero sotto la sua camera al J Hotel.

    Tudor è più juventino di Motta, ma non basta: due sfide diranno la verità

    ARRIVA IL DIFFICILE - Fin qui l'esordio. Ora arriva il bello, e il difficile. Perché Tudor, pur ancora giovane (classe 1978), è da troppo tempo nel calcio ed è abbastanza esperto da sapere che essere 'juventini' non basta. Per raggiungere l'obiettivo minimo del quarto posto in campionato e per salvare la stagione della Juventus gli servirà dimostrare di avere altre caratteristiche, oltre a quelle dell'appartenenza, sulle onde delle quali è arrivata la prima vittoria. A Tudor occorreranno equilibrio, lucidità nelle scelte, prima e durante le partite, capacità di gestione tattica e tecnica della squadra, dialogo con i calciatori. Tutte qualità che, intendiamoci, Tudor ha dimostrato in carriera di poter avere.

    CONTRO RANIERI E ITALIANO - Soprattutto, come allenatore, Tudor dovrà far passare il successo della sua Juventus dai duelli con alcuni colleghi importanti, due in particolare: Claudio Ranieri e Vincenzo Italiano. La Roma e il Bologna saranno le prossime due trasferte importanti della Juventus, contro due concorrenti dirette per il quarto posto. Due partite, la Roma il 6 aprile e il Bologna il 4 maggio, che saranno intervallate dai match con Lecce, Parma e Monza.

    Tudor dovrà avere la meglio di un allenatore esperto e navigato come Ranieri, che dopo un'incredibile rimonta ha portato la sua Roma a soli punti dalla Juventus, prima dello scontro diretto, e di un allenatore della sua stessa generazione, il classe 1977 Italiano, che a Bologna sta facendo meglio di Thiago Motta (alla 30esima giornata stessa posizione in classifica, al quarto posto, pur con un punto in meno del predecessore, ma a differenza di Motta una semifinale di Coppa Italia da giocare e una League Phase di Champions nel calendario autunnale e invernale).

    Con Ranieri, Tudor sfiorò un contatto nel 2007: quell'estate il croato lasciò definitivamente la Juventus da calciatore, dopo un anno fermo per infortunio, e Ranieri arrivò sulla panchina bianconera. Con Italiano ha incrociato i tacchetti in campo negli stessi anni in Serie A. Adesso è tempo di sfide da dentro o fuori per la Champions League. 

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    Cicciociccio3d
    Cicciociccio3d

    Eh sarà durissima, (1) perchè entrambe le affrontiamo in trasferta, (2) perchè stanno benissimo f...

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