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    Sampdoria e Genoa, il nuovo sindaco deciderà il futuro del Ferraris. Cds presenta un'offerta

    Sampdoria e Genoa, il nuovo sindaco deciderà il futuro del Ferraris. Cds presenta un'offerta

    Il futuro dello stadio Luigi Ferraris sarà deciso dalla nuova amministrazione comunale, che entrerà in carica dopo le elezioni di fine maggio. La questione resta in sospeso, con la certezza che qualsiasi scelta verrà presa solo dopo l'insediamento del nuovo governo cittadino, e sentendo anche la posizione di Genoa e Sampdoria. Il nuovo Ferraris non sarà solo un impianto destinato alle partite di calcio, ma verrà progettato per ospitare concerti e grandi eventi, aumentando così la sua attrattività e la sua sostenibilità economica. Una delle questioni ancora aperte riguarda la scelta dell'architetto responsabile del progetto. Inizialmente, il compito era stato affidato allo studio Stefano Boeri Architetti, ma il coinvolgimento di Boeri in un'inchiesta giudiziaria ha spinto i promotori a valutare possibili alternative, con una decisione attesa entro l'estate, fa sapere Il Secolo XIX.

    Nel frattempo, la società bresciana CdS Holding, insieme a Genoa e Sampdoria, ha presentato al Comune un'offerta per l'acquisto e la riqualificazione dell'impianto. Tuttavia, si tratta di una proposta ancora non vincolante, il che significa che non vi è alcun impegno definitivo da parte degli attori coinvolti. Il Comune dovrà pronunciarsi entro la fine di luglio e, in caso di parere favorevole, CdS avrà tempo fino al 30 settembre per presentare un'offerta vincolante corredata da un progetto preliminare. Se tutto procederà senza intoppi, i lavori di restyling potrebbero iniziare nel 2026 e concludersi entro il 2029.

    Il valore dell'operazione ammonta a 14,5 milioni di euro, cifra necessaria per l'acquisto dello stadio. La nuova società che si occuperà del progetto sarà composta per l'80% da CdS e per il restante 20% da Genoa e Sampdoria. I due club, pur mantenendo una quota, non contribuiranno finanziariamente ai costi di ristrutturazione. Tuttavia, avranno la possibilità di acquistare l'impianto una volta completato il restyling, esercitando un'opzione prevista nell'accordo.

    Per quanto riguarda le procedure amministrative, CdS ha richiesto di non applicare la "legge stadi", che prevede iter accelerati per la realizzazione di nuove infrastrutture sportive. Si procederà invece con le procedure ordinarie, con l'obiettivo di completare il restyling in tempo per gli Europei di calcio del 2032. Una scelta che potrebbe allungare i tempi, ma che garantirebbe una gestione più lineare del processo burocratico e urbanistico.

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