
Nico Gonzalez, nuova vita: il quarto ruolo può essere quello giusto per lui e per la Juventus
- 19
LA PRESTAZIONE - Così Nico ha iniziato un'altra vita, una nuova esistenza tra quelle già provate nell'ultimo periodo. Gonzalez si è piazzato a destra nel 3-4-2-1 del croato ed è stato molto chiaro nell'applicazione: ha lottato, ha inventato, ha corso. Tantissimo. A tal punto da terminare la partita di campionato tra i crampi e nella fatica più spietata. Poi col sorriso, ai compagni, ha detto: "Ho dato tutto. Ho dato tutto". Ed era davvero evidente. Anche perché la sua prestazione è stata tutto ciò che gli aveva chiesto l'allenatore, per questo quel sorriso così largo, a prescindere dal risultato.

DA ADESSO - Nico si è trovato dunque di nuovo al centro della Juventus. E in fondo lo è sempre stato, sono state le condizioni spesso a renderlo ballerino all'interno delle dinamiche di squadra. Adesso però ha una missione, oltre al ruolo: è stato praticamente investito della responsabilità di tenere sulla fascia e di inventare, pur stando largo, a tratti larghissimo. Contro il Genoa, 75% di dribbling riusciti, la metà dei duelli aerei vinti e 70% di passaggi riusciti. Insomma: si può migliorare. Eppure i voti sono stati tutti di manica larga. Perché? Perché l'atteggiamento è piaciuto a tifosi e addetti ai lavori. E soprattutto a Tudor.
IL RIFERIMENTO - Del resto, l'allenatore l'aveva fatto anche alla Lazio, partendo con Zaccagni largo e poi piazzando pure Felipe Anderson sull'altro out. Non è quindi una novità, non era perciò inattesa. Bisogna però capire le richieste da qui in avanti che andranno fatte all'argentino. Se sarà in linea con quanto visto a Roma, Tudor gli chiederà di restare aperto e alto, provando a supportare i trequartisti ma soprattutto a sfruttare l'ampiezza. Potrebbe aggiungere estemporaneità alla manovra. Potrebbe persino mettere gol nelle gambe della Juventus. In fondo, ecco, di cosa può mai avere realmente bisogno una squadra con l'obbligo di vincere?
Commenti
(19)Scrivi il tuo commento
La risposta è stata: "Ma dovrei correre?"