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  • Il Milan ha l'ottavo attacco della Serie A: flop Fab Four, non sono la soluzione

    Il Milan ha l'ottavo attacco della Serie A: flop Fab Four, non sono la soluzione

    I numeri non sono la verità assoluta, ma a volte servono per capire come gira il fumo. Per farsi un'idea di quello che è il problema, che per il Milan diventa sempre più grande con il passare delle giornate. Quella costruita da Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani è una squadra poco equilibrata, che non funziona, soprattutto a livello offensivo. Se prendiamo in considerazione le 26 giornate di campionato, i rossoneri hanno segnato solo 37 gol e, in attesa del posticipo della Roma contro il Monza (i giallorossi hanno trovato la via della rete 36 volte), sono l'ottavo attacco di tutta la Serie A. 

    Davanti al Milan ci sono Bologna con 38, Fiorentina con 41, Napoli con 42, Juventus con 43 e, sul podio Lazio, terza con 47, con Inter e Atalanta al primo posto con 59. E' vero che la squadra di Conceicao ha giocato una partita in meno, deve ancora recuperare il match contro il Bologna (in campo giovedì alle 20.45), ma non cambia più di tanto il discorso. Il Milan segna poco, troppo poco, la musica non è cambiata più di tanto nemmeno con l'arrivo a gennaio di due giocatori che sulla carta dovevano fare la differenza, Santiago Gimenez dal Feyenoord e Joao Felix dal Chelsea.

    Una squadra così ballerina dietro, vittima dei black out difensivi anche di quei giocatori che dovrebbero rappresentare delle certezze (Maignan e Theo Hernandez  su tutti), ha bisogno almeno di un attacco on fire. Di un attacco che funziona, che fa gol. Partito Alvaro Morata, che la scorsa estate è sembrata soprattutto una soluzione low cost per tappare il buco lasciato dalla partenza di Olivier Giroud per Los Angeles, è arrivato finalmente un vero 9 (anche in questo caso i numeri non mentono, 3 gol in 6 partite da quando veste la maglia rossonera, uno in Champions League e 2 in campionato), al quale si aggiunto un talento vero come Joao Felix, le cui qualità sono indiscutibili. Ma si sono persi completamente gli equilibri.

    Il problema è che Leao, Joao Felix, Pulisic e Gimenez non possono giocare sempre insieme. Soprattutto se dietro a loro c'è (e deve esserci) un giocatore come Reijnders, che non può restare fuori, il cui salto di qualità in questa stagione è sotto gli occhi di tutti. Soprattutto se i due esterni, per ragioni diverse, (Leao non ce l'ha nelle corde, Pulisic è stanco e alle prese con continui acciacchi) non possono garantire una copertura. Il Milan è sbilanciato e davanti è vittima delle giocate dei singoli. Che finiscono per depotenziarsi. Il risultato è una squadra spaccata in due, che non ha presente e rischia di non avere futuro.

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