
Capello: "Ibrahimovic? Gli diedi una cassetta con i goal di Van Basten. Lo reimpostai e imparò"
L’ESPERIENZA ALLA JUVENTUS - "La mia Juventus era una squadra costruita per vincere, molto forte. Sbagliammo la partita contro l’Arsenal, nel quarto di finale di Champions League, che ci eliminò, ma giocammo molto male. Eravamo bloccati. Era una partita aperta”.
CHI ERA IL GIOCATORE PIU' IMPORTANTE? - “Era Emerson. L’equilibratore. Ma erano tutti bravi, era una grande squadra. Non aveva bisogno di quegli aiuti e di quelle che cose che si sono inventati. Se poi si va a rivedere la finale del Mondiale giocato in Germania c’erano 9 giocatori della Juventus”.
IBRAHIMOVIC - “Mino Raiola un giorno, dopo un mese e mezzo che studiavo Zlatan, mi dice: “Fabio, Ibra spacca le mani ai portieri” e gli rispondo: “No al massimo i vetri della palestra dietro la porta per il momento”. Allora da lì iniziai a chiedergli di fare alcune cose a livello tecnico, lo reimpostai e quando lo fai con i talenti… Facevamo questo tipo di esercizio a fine allenamento, lui certe volte voleva andare via e io lo richiamavo. Poi è migliorato tantissimo. Un giorno gli preparai una cassetta con i goal di Van Basten e gliela diedi. I talenti assorbono, imparano”.
