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    Totti: "È mancato davvero poco per tornare a giocare. Se mi chiamasse la Roma un pensiero ce lo farei..."

    Totti: "È mancato davvero poco per tornare a giocare. Se mi chiamasse la Roma un pensiero ce lo farei..."

    • Simone Gervasio
    Francesco Totti ha parlato a Cronache di Spogliatoio. Queste le parole dell'ex capitano della Roma, anche sul suo ipotetico ritorno in campo.

    IL RITORNO IN CAMPO - "Durante un incontro con alcune persone del mondo del calcio, un ex compagno di squadra, con cui avevo giocato in passato, mi ha scherzosamente chiesto se potessi dare una mano. Gli ho risposto con affetto, dicendogli che gli voglio bene, ma che ormai non sono più un ragazzino. Lui, però, mi ha provocato dicendo che, con due o tre mesi di allenamento, avrei potuto fare quella follia. Quelle parole mi hanno acceso qualcosa dentro, così ho deciso di rimettermi ad allenare. Mi sentivo bene, senza problemi fisici, e il mio corpo rispondeva positivamente. A quel punto l’ho chiamato: "Non sto male, ma ho bisogno di un altro mese per essere pronto". Lui mi ha rassicurato, dicendomi che mi avrebbe aspettato".

    PRESA DI COSCIENZA - "Poi, però, mi sono fermato a riflettere. Non avevo accettato offerte da altre squadre quando ne avevo la possibilità, e giocare solo sei mesi altrove non mi sembrava la scelta giusta. Restare fedele a un’unica maglia è qualcosa di raro, penso che pochi ci siano riusciti, forse solo io e Maldini. Ho parlato con le persone più vicine a me e, per rispetto della mia storia calcistica, ho deciso di non andare avanti. È mancato davvero poco, e l’idea mi affascinava. Anche perché, vedendo il livello attuale, sapevo di poter ancora dire la mia, integrarmi in un gruppo e aiutare i giovani. Non ho mai svelato il nome della squadra per rispetto dell’allenatore e del club. Ora basta, altrimenti rischio di diventare patetico e pesante… Certo, se mi chiamasse la Roma, un pensiero ce lo farei! (ride, ndr)".

    RIGORE ALL'AUSTRALIA - “Non dico che ci ha consacrato, ma è dopo quel calcio di rigore che abbiamo detto: Arriviamo fino alla fine. Una partita un po’ particolare, eravamo rimasti in 10 per l’espulsione di Materazzi. Se fossimo andati ai supplementari non so come sarebbe andata, l’Australia era una squadra compatta e con bei giocatori. Quel pallone era un macigno, dopo aver segnato abbiamo capito che potessimo vincere il Mondiale. Ricordo di aver fatto 70 metri infiniti per arrivare al dischetto. Ho pensato: Mo gli faccio il cucchiaio. Poi mi son detto: Lascia perdere. Parlavo tra me e me, come fossi un matto: cercavo delle risposte che non riuscivo a darmi. Il portiere era bello grosso, prendeva quasi tutta la porta. Ho detto: Lo tiro come al solito, forte e in alto, come va va. Devo dire che è andata benissimo”.

    POST INFORTUNIO - “Per me è stato un Mondiale ad alto rischio, 3-4 mesi prima avevo avuto un bruttissimo infortunio alla caviglia e c’era una grande possibilità di non poterlo giocare. Con forza, determinazione, voglia e lo stimolo di mister e compagni mi ci sono messo e ho spinto sull’acceleratore per poter essere tra i 23”.

    RIGORI IN FINALE - “Come l'avrei tirato? Uguale a quello contro l’Australia. Da un lato ero contento di non tirarlo, ogni tanto qualche responsabilità te la tieni. Se fossi stato in campo avrei tirato e così, sicuramente. Avevamo fatto la semifinale con la Germania con i tempi supplementari, giocati tutti: è stata tosta. Di fronte in finale avevamo la Francia, i principali vincitori. Era una bella lotta, anche noi eravamo una grande squadra. Era una finale giusta, infatti è andata ai rigori”.

    LIPPI - “Sì, lo sentiamo e ogni tanto organizziamo qualche cena con tutta la squadra. Ci ritroviamo, sono quelle cose che non potrai mai dimenticare. Siamo uniti per sempre, abbiamo ancora la chat di squadra. Non conviene entrarci. Scrive chi non ha niente da fare, ma fanno quasi tutti gli allenatori quindi qualcuno stuzzica, è divertente. Ci siamo tutti, tranne il mister”.

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    dollarumma$
    dollarumma$

    Da milanista ho sempre adorato Totti. Uno dei piu grandi campioni di tutti i tempi. Pochi sono d'...

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