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  • L'Inter e la "maledizione derby": perché e come Inzaghi sta soffrendo il Milan

    L'Inter e la "maledizione derby": perché e come Inzaghi sta soffrendo il Milan

    Quarto derby stagionale e quarta partita senza vittorie per l'Inter che esce dalla semifinale di andata della Coppa Italia 2024/25 con un pareggio in rimonta per 1-1 che lascia sì tutto aperto in vista della gara di ritorno, ma che certifica una sofferenza stagionale dei nerazzurri nei confronti del Milan in questa stagione. L'annata dei 5 derby vinti da Simone Inzaghi contro Stefano Pioli è ormai un lontano ricordo e, anzi, si è di fatto trasformata in una "maledizione derby". Ma perché l'Inter soffre così tanto questo Milan?


    QUATTRO TENTATIVI FALLITI E LA SUPERCOPPA - Ad oggi il computo degli incroci stagionali recita un sonoro 0 alla voce vittorie, con due sconfitte e due pareggi ottenuti soltanto in rimonta. Fra queste gare, inoltre, è compresa la ancora bruciante sconfitta che ha concesso al Milan di Sergio Conceicao di alzare al cielo di Ryiad la Supercoppa Italiana, primo titolo stagionale. Quella in Arabia Saudita fu l'unica partita con un tema "diverso" rispetto agli altri tre incontri - compresa la semifinale di ieri sera - dato il doppio vantaggio maturato nei primi minuti della ripresa dell'Inter poi ribaltato nel finale.

    PERCHÈ L'INTER SOFFRE? 3 FATTORI - Ma cos'è cambiato rispetto alla stagione di Stefano Pioli? Le risposte sono in realtà molteplici, ma emergono chiaramente analizzando i dati e le statistiche, ad esempio, della gara di Coppa Italia. I fattori sono sostanzialmente 3 e riguardano, posizionamenti, scelte tecniche individuali e interpreti scelti (di entrambe le squadre).


    POSIZIONI MEDIE I DATI - Rispetto al passato il Milan in questa stagione si è trovato spesso e volentieri in una situazione di "difficoltà" nell'avvicinamento ai derby e, anche per questo, ha sempre scelto un atteggiamento più prudente. Le posizioni medie tenute in campo lo certificano: con un baricentro tenuto nel primo tempo a 45,32 metri e nel secondo tempo a 39,69 metri, con una lunghezza della squadra media di 32,56 metri e una larghezza di 39,06 metri. Per fare un paragone l'anno scorso nel "derby della seconda stella" per i rossoneri il baricentro medio fu a 52,43 metri con una squadra lunga in media 27,37 metri e una larghezza di 36,7 metri.

    POSIZIONI MEDIE, COSA SIGNIFICA? - Il Milan di Pioli in sostanza restava più stretto nelle linee e copriva più campo in ampiezza, ma concedeva molto più spazio alle spalle dei difensori rispetto al Milan di Fonseca e di Conceicao che hanno lasciato più spazio sulle fasce. Ma cosa comporta questo dato? Che l'Inter, che rispetto al Milan fa viaggiare la palla con una velocità media maggiore (28,94 km/h vs 21,17 km/h) ha meno possibilità di creare azioni pericolose in transizione e verticali rispetto al passato.

    SCELTE TECNICHE E INDIVIDUALI - Sebbene guardando giocare l'Inter spesso si sia portati a pensare che il club nerazzurro cerchi di "aggirare" con un lento giropalla le linee difensive avversarie, l'indice di verticalità dei giocatori nerazzurri è molto alto soprattutto dalle retrovie. Nella semifinale di coppa, ad esempio, i più "verticali" nelle scelte sono stati Barella, Bisseck e Bastoni con il centrocampista azzurro che ha portato addirittura al 55,5% l'indice di rischio. Chi non appare in questa classifica è invece Hakan Calhanoglu e il dato è significativo, ma ci torneremo.

    SCELTE TECNICHE, GLI ESTERNI - Abbiamo sottolineato come il Milan in questa stagione stia lasciando un po' più di spazio sugli esterni e anche qui entra in gioco un fattore fondamentale per capire come l'Inter sia arrivata a "soffrire" queste sfide. In tutte le gare ad eccezione del derby di Superocppa, infatti, Inzaghi non ha mai avuto a disposizione al 100% della loro forma, i due titolarissimi Dumfries e Dimarco, addirittura assenti nella serata di Coppa Italia. Lo spazio in sostanza c'è, ma la capacità di sfruttarlo al meglio è mancata così come la continuità nelle scelte dei "braccetti di destra" altrettanto fondamentali nella costruzione di Inzaghi.

    L'Inter e la


    GLI INTERPRETI SCELTI - C'è però un altro fattore che sta diventando costanza nelle partite in cui l'Inter fatica a produrre il suo gioco ed è la presenza in campo per le squadre avversarie di un centravanti atipico. Rispetto al passato in cui Giroud era il punto di riferimento anche statico della squadra rossonera, quest'anno il Milan si è sempre presentato in campo con un 9 che non occupa stabilmente l'area di rigore.

    GLI INTERPRETI SCELTI, ABRAHAM - Tammy Abraham in questo senso è il jolly perfetto in quanto fisicamente adatto ad un gioco spalle alla porta, ma molto mobile e capace di svariare su tutto il fronte d'attacco senza dare punti di riferimento. Questo comporta la necessità per i 3 difensori interisti di "uscire" dalla propria zona, "rompere la linea" e creare i presupposti per un attacco alle spalle del difensore costringendo i braccetti a stringersi e lasciando più spazio all' 1 contro 1 delle ali contro i terzini nerazzurri (altro fattore che diminuisce la pericolosità sugli esterni in fase offensiva).

    GLI INTERPRETI SCELTI, CALHANOGLU - E infine c'è appunto Hakan Calhanoglu che nella serata di Coppa Italia è stato l'uomo chiave dell'Inter, ma in una veste differente rispetto al solito, quasi più da incursore che non da regista in lunghi frangenti della gara. In sostanza, la presenza di un 9 atipico che va ad occupare la sua zona di campo in fase di non possesso lo costringe a spostarsi e soprattutto decentrarsi o addirittura spingersi più in avanti. Questo accresce la sua pericolosità offensiva, ma sposta l'indice di pressione maggiormente sui compagni (dopo le punte sono Frattesi, Barella e Mkhitaryan i più soggetti alle attenzioni avversarie).

    UN'INTER DIVERSA -
    Sommando i tre fattori emerge come, sebbene l'Inter resti ampiamente pericolosa dato l'enorme potenziale (18 tiri di cui 7 in porta e di cui 11 tentati da dentro l'area) in queste ultimi 4 derby è stato costretta a "trasformarsi", alzando il livello di rischio e di errore nelle giocate e, sopratutto, concedendo molte più occasioni da gol del passato al Milan. Questione di scelte, interpreti, posizionamento e... cattiveria sotto porta, il margine per spezzare questa "maledizione derby" è ampio.

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    Nickodemus
    Nickodemus

    Perchè l'Inter sta soffrendo i derby quest'anno? Ma ovviamente c'è lo spiegherà in modo molto esa...

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