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Ghisolfi: "Come scelgo i giocatori? Qui a Roma non è come al Milan o alla Juve, serve mentalità"
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"Ho sempre voluto fare il direttore sportivo, anche quando ero calciatore. [...] Tre dei miei quattro nonni erano italiani, e questa è una parte importante della mia storia. Erano immigrati in Francia, dove vennero inizialmente rifiutati come ‘mangiapasta’”.
COME SCEGLIE I GIOCATORI - "La mentalità è fondamentale: devono rispecchiare i valori della squadra. La Roma ha un’identità diversa da club come Juve, Milan o PSG, quindi valutiamo con attenzione sia la personalità dei giocatori che le richieste dell’allenatore. La scorsa estate volevamo una squadra più giovane e fisica, ma per costruire bene serve una struttura solida. Quando sono arrivato, il reparto scouting era azzerato, ora abbiamo un’organizzazione efficace".
KONE' E PISILLI - "La scelta di Manu Koné è stata collettiva: io, l’allora allenatore Daniele De Rossi e tutto lo staff eravamo convinti delle sue qualità fisiche, tecniche e mentali. Sappiamo quanto sia difficile ambientarsi alla Roma, ma lui ha il carattere per imporsi rapidamente. È un esempio del tipo di acquisti che vogliamo: giocatori che aiutino la squadra a crescere. Il merito è suo, si è integrato subito e ha avuto un impatto immediato. Sono orgoglioso di lui e soddisfatto per il club. Pisilli? Ha una grande mentalità, vuole sempre dare tutto per il club, la squadra e i tifosi. Rappresenta l’identità che cerchiamo nella nostra squadra. È un ragazzo fantastico, e devo complimentarmi con i suoi genitori per l’educazione che gli hanno dato".
RANIERI - "Eravamo in una situazione difficile. In quel momento avevamo bisogno di una guida e lui ha portato calma, serenità e una ‘forza tranquilla’. Conosce molto bene la Roma e la città, e lavorare con lui è un’esperienza fantastica, soprattutto dal punto di vista umano. Nonostante la pressione, mantiene sempre il sorriso. È la sua ultima sfida alla Roma e ha il sogno di portare il club a grandi traguardi”.
Commenti
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Fino ad ora li ha scelti veramente male.