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  • Tutti vogliono Gudmundsson, ma il Genoa non fa sconti

    Tutti vogliono Gudmundsson, ma il Genoa non fa sconti

    • Marco Tripodi
    Inter, Juventus, Napoli. Ma anche Milan, Roma, Fiorentina e Lazio. Praticamente non c'è stata big di Serie A in questo inizio d'estate il cui nome non sia stato accostato a quello di Albert Gudmundsson. Un elenco di pretendenti che si allunga ancor di più se si prova ad allargare lo sguardo anche al di fuori dei confini nazionali. Al di là delle Alpi il talento del Genoa ha destato di recente l'attenzione di Tottenham, Bournemouth e West Ham in Premier League, in passato si è vociferato addirittura del Bayern Monaco e, restando in Bundesliga, il rumor più recente lo vorrebbe sondato dallo Stoccarda. Una lista di spasimanti da far invidia a Giacomo Casanova.
    TUTTI PAZZI - Ma perché, malgrado un'età non più verdissima e un curriculum sportivo che non lo ha mai visto esibirsi ad altissimi livelli, il 27enne islandese piace così tanto? La risposta più semplice può essere ricercata nei numeri. Quelli dell'ultima stagione, ad esempio, sono da top player assoluto. Con la maglia del Grifone tra Serie A e Coppa Italia il folletto di Reykjavik ha messo a segno 16 reti e fornito 5 assist vincenti ai compagni, causando anche un'autorete a favore dei rossoblù. Statistiche che ne hanno fatto il calciatore con la maggior partecipazione al gol della propria squadra nei primi cinque campionati d'Europa. Gol che diventano venti se si conteggiano i 4 realizzati in appena due apparizioni con la nazionale islandese. Le sue reti sono poi arrivate in tutte le maniere possibili: di destro, di sinistro, da dentro e fuori area, su rigore, su punizione, al termine di azioni personali o sfruttando facili tap-in sotto rete. Insomma, pur non essendo una prima punta Gud la porta la vede e la sente più e meglio di tanti centravanti navigati.
    MULTITASKING - Eppure la dote migliore di Albert non è né il gol, né il dribbling, fondamentale nel quale eccelle e nella cui speciale classifica è stato a lungo in testa in Serie A. Guardando le sue prestazioni ciò che spicca sono soprattutto la generosità e la duttilità di un ragazzo in grado di coprire molteplici zone di campo con il medesimo profitto. Sotto la cura di Alberto Gilardino, che lo ha preso in custodia nel dicembre 2022 risollevando al contempo anche le sorti del Genoa, Gudmundsson è diventato un tuttocampista vero e proprio. Un giocatore in grado di ricoprire qualsiasi ruolo dalla mediana in su. Facendo di necessità virtù, il Gila ha spesso risolto i propri problemi di formazione ricorrendo alle poliedricità di un ragazzo in grado letteralmente di giocare ovunque senza snaturarsi. Chi ha assistito alle gare del Grifone nell'ultimo anno e mezzo ha così ammirato un Gudmundsson centravanti o seconda punta, ala o trequartista, ma anche mezzala e in alcuni casi falso regista. Insomma, rispolverando un vecchio claim pubblicitario, si può tranquillamente affermare che "Dove lo metti sta!”. Una vera e propria manna per qualsiasi allenatore.
    PEZZO PREGIATO - Gudmundsson è insomma un giocatore se non unico quanto meno molto raro nel panorama calcistico internazionale. Soprattutto considerando un ingaggio modesto (1,2 milioni netti a stagioni) e il prezzo di un cartellino certamente elevato ma non esattamente stratosferico. Il Genoa, alle cui porte fin da gennaio stanno bussando in tanti, si dice disposto a privarsi del suo gioiello soltanto a fronte di un assegno da almeno 35 milioni di euro. Cifra neppure così elevata, se paragonata ad altre che si registrano in questi tempi, ma non negoziabile, né permutabile neppure parzialmente con il cartellino di altri giocatori. Ne sa qualcosa la Fiorentina, la cui proposta da quasi 25 milioni avanzata solo sette mesi fa è stata prontamente rimbalzata dai vertici rossoblù. Ma lo sa bene anche l'Inter che a inizio estate ha provato a più riprese a inserire contropartite tecniche in grado di abbassare la parte cash, trovando però sempre la medesima risposta: “Solo contanti!”.

    IL PROCESSO IN ISLANDA - Eppure c'è una variabile che potrebbe in qualche modo scompigliare i progetti rossoblù e dare una mano ai corteggiatori dell'islandese. Gudmundsson da qualche mese è diventato protagonista di una torbida vicenda di cronaca dai contorni piuttosto incerti, come spesso accade in questi casi. L'attaccante del Genoa è stato accusato da una giovane connazionale di molestie sessuali. Una denuncia inizialmente respinta dall'autorità giudiziaria di Reykjavik ma successivamente riaccolta. La questione in autunno approderà in tribunale, con tutte le incognite del caso per il futuro umano e professionale del ragazzo. Il quale ad ogni modo si dice non solo innocente ma anche del tutto tranquillo, circa l'esito del processo. In effetti, malgrado la severità del codice penale d'Islanda, ipotizzare che in caso di condanna Gudmundsson possa finire dietro le sbarre e interrompere sul più bello la propria carriera appare un'eventualità decisamente improbabile. Tuttavia è chiaro che chi sogna di usufruire delle sue prestazioni non può che utilizzare la vicenda a proprio vantaggio, usandola come arma per abbassare le pretese rossoblù.

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