Semplificare con Vlahovic: come il grande colpo della Juve può risolvere i problemi di Allegri
QUANTE COSE… - Quante cose è capace di fare Vlahovic nell’arco di una singola azione! È bello analizzare la sua smania di segnare. In quanti eventi didatticamente significativi è possibile scomporre il suo comportamento di centravanti! Prendiamo ad esempio Fiorentina-Spezia. Oltre a notare il sistema di Italiano, il 4-3-3 su cui magari torneremo, guardate nella sequenza sottostante la quantità e la qualità delle cose che fa Vlahovic a partire da questo momento.
Dopo aver eluso la pressione di Nikolaou passando il pallone a Bonaventura, il serbo accompagna la conduzione della mezzala destra entrando in area, ma poi frena bruscamente per scrollarsi di dosso la marcatura.
Ma anche per suggerire una traccia passante a Bonaventura tra lui e Nikolaou. Ha inizio da qui l’arte di sapersi muovere dentro l’area avversaria.
Bonaventura ignora il bomber, gira i tacchi (i tacchetti) e serve invece Callejon a destra. Mentre parte il suo passaggio è interessante analizzare l’occupazione dell’area da parte dei giocatori viola. C’è una superiorità numerica potenziale, sono coinvolte le due mezzali, i due esterni e la punta di Italiano. Maleh, la mezzala di sinistra, col suo movimento sta attaccando il secondo palo più o meno, il lato debole. Vlahovic parrebbe intenzionato a fare lo stesso, in quanto segue l’azione alle spalle di Nikolaou.
Se Vlahovic avesse attaccato la porta senza criterio, senza valutare gli spazi, le posizioni e i movimenti sia dei compagni che degli avversari, probabilmente non avrebbe fatto gol. Invece Vlahovic in queste ‘cose da bomber’ è molto bravo. Ma molto.
Si nasconde sul lato cieco di Nikolaou e poi lo frega con un cambio di direzione improvviso verso lo spazio utile più immediato ed efficace per mostrarsi a Callejon. Uno spazio complementare allo spazio attaccato da Maleh, uno spazio che non confligge con le mire di Maleh, uno spazio che anzi si armonizza alle intenzioni di Maleh. E tutto ciò prima dell’assist di prima di Callejon. Il tempo come risorsa letale e specialità del grande centravanti.
Stesso discorso contro la Lazio, l’anno scorso, ma con variante. Stavolta Vlahovic finge di andare incontro poi attacca il lato cieco del difensore suggerendo a Biraghi l’assist tra portiere e centrale. Quando sparisci dai radar sei padrone del tempo.
Come ancora col Torino in questa stagione, ai danni di Izzo. Ricordate il crossettino al bacio di Bonaventura per il colpo di testa di Vlahovic (meraviglioso lo stacco, meravigliosa la tecnica d’esecuzione) che andò a insaccarsi vicino al palo lontano? Anche qui, una maestria spazio-temporale in zona rossa degna di un trattato di fisica.
VLAHOVIC E IL PRESSING - È vero: il calcio di Allegri non è quello di Italiano. Sarà interessante vedere come si adatterà il serbo a un sistema meno frenetico, meno dedito al pressing e al difendere ‘in avanti’. Il gioco di Italiano è fatto per creare occasioni, moltiplica le possibilità di fare gol. Quello di Allegri al momento non proprio, ma insomma tutto può succedere. E poi Vlahovic faceva gol anche nel 3-5-2 di Iachini. Un po’ meno in proporzione ma comunque ne faceva diversi. A proposito di pressing alto i milanisti ricorderanno certamente la palla persa da Theo Hernandez nel secondo tempo di Fiorentina-Milan.
Vedete al di là del tocco di Gonzalez tutte le preventive e l’allerta dei giocatori viola sbilanciati in avanti e pronti a mordere? Vlahovic è il primo ad arrivare sul pallone, e con estrema intelligenza, di prima, la piazza col mancino nell’angolo lontano, aggirando difensore e portiere. Le giocate di fino non gli mancano, ogni tanto le tira fuori.
VLAHOVIC A CAMPO APERTO - Forse Allegri avrà sorriso guardando la doppietta del serbo al Milan. In particolare il primo gol gli sarà piaciuto, quello in cui Vlahovic attacca la profondità a campo aperto, con la difesa rossonera sorpresa e tutta dilatata.
Non appena Duncan se la sposta sul sinistro, lui parte, cogliendo Gabbia impreparato.
Notevole l’elasticità con cui controlla in corsa il rimbalzo del pallone con l’esterno del suo piede preferito.
È un’azione questa che ne fa venire in mente un’altra, sempre a campo aperto, ancora sul lancio di una mezzala (Bonaventura, stavolta). Qui, contro Ostigard del Genoa lo smarcamento con attacco della profondità avviene per allontanamento dalla fonte del passaggio.
E il controllo è ancora spettacolare, ma questa volta lo esegue prima del rimbalzo, leggermente in volo, giusto per darci l’idea del bagaglio di soluzioni tecniche a cui può attingere il nuovo acquisto della Juventus.
FREDDEZZA - Per tacere infine della freddezza davanti al portiere. Serviamoci ancora di questo parallelo tra Fiorentina-Milan e Fiorentina-Genoa. L’importante è fare gol per DV7. La tecnica è al servizio di questo bisogno. Di questa fame inestinguibile. E così un portiere si può dribblare.
Oppure uccellare con un pallonetto.