![Milan, e se rimanesse Berlusconi? Ecco i tre scenari, dai giovani ai nuovi cinesi](https://cdn.calciomercato.com/images/2016-11/berlusconi.milan.pioggia.2016.17.1400x840.jpg)
Milan, e se rimanesse Berlusconi? Ecco i tre scenari, dai giovani ai nuovi cinesi
1. NUOVI ACQUIRENTI - Yonghong Li balla da solo. Settimana dopo settimana la lista dei possibili investitori si è svuotata ed è questo uno dei motivi di maggiore preoccupazione. Per il semisconosciuto broker asiatico è una corsa ad ostacoli e contro il tempo. Ci viene raccontato un Silvio Berlusconi propenso ad attendere ancora qualche giorno, salvo poi avere la facoltà di iniziare a trovare nuovi interlocutori. Con i 200 milioni delle prime due caparre già incassati, potrebbe abbassare l'iniziale valutazione del 99,9% delle quote del club.
2. LINEA VERDE E ITALIANA - Una seconda via, al momento la più accreditata, è quella che prevede la conferma dell'attuale governo. Adriano Galliani nella sua figura di plenipotenziario, Rocco Maiorino come direttore sportivo. Per un Milan giovane e italiano come vuole il Presidente. Nomi potenziali sono quelli di Andrea Conti dell'Atalanta, Antonio Barreca del Torino e un vecchio pallino, seppur di nazionalità croata, come Milan Badelj. Senza dimenticare l'acquisto di Gerard Deulofeu che, grazie agli ottimi rapporti con il Barcellona, può diventare una pista percorribile. Una politica basata sopratutto sull'autofinanziamento e che mette in dubbio la posizione di Gianluigi Donnarumma. Il portierone ha giurato fedeltà alla sua squadra attuale ma Raiola, come sappiamo, vuole spingerlo in un club con ambizioni internazionali.
3. BERLUSCONI RILANCIA - La terza strada, bisogna specificarlo, è la più debole e vedrebbe un Berlusconi desideroso di rilanciare l'immagine vincente che ha saputo creare nel tempo. Andare a puntare su giocatori italiani ma di valore più alto, come ad esempio Andrea Belotti, forte delle nuove risorse guadagnate da questa estenuante trattativa. L'attuale situazione debitoria, stimata intorno ai 220 milioni, e la ferma volontà di Fininvest di chiudere i rubinetti non lascia spazio a voli pindarici.