La favola del bomber onesto: 'Arbitro, il mio gol va annullato'
Domenica il bomber era in trasferta per una partita scorbutica contro quelli del Trasimeno, 'undici' di metà classifica che però in casa sono tostissimi. E infatti vanno in gol addirittura al primo minuto, mettendo il match subito in salita per l’Angelana. Che però non si scoraggia, anzi. È proprio Polidori a guidare la riscossa. Intanto segna il pari al 37’ presentandosi con il fiuto da attaccante di razza solo davanti alla porta sul cross di un compagno. Pochi minuti dopo avviene l’episodio valso interviste a raffica sulla stampa sportiva e pure il racconto di quel che è successo, lui ospite in studio, al Tg3 dell’Umbria. L’Angelana batte un corner, l’area del Trasimeno è affollatissima: «Io mi butto in mezzo per cercare il pallone, ma lo “cicco”, mi finisce sulla mano e colpisce la traversa». Nel rimbalzo fortunato un altro dell’Angelana riesce a segnare di testa.
Apriti cielo. Gol palesemente irregolare. I giocatori di casa si fiondano verso arbitro e guardalinee. Gridano, fanno gesti, indicano rabbiosi Polidori. Le riprese video di "Ec- Centravanti Enrico Polidori con la storica casacca giallorossa dell’Angelana cellenzacalcio", sito del settore amatoriale del Centro Italia, mostrano Enrico dirigersi verso la metà campo dove i rassegnati avversari intanto stanno per battere la ripresa del gioco.
A un certo punto il bomber si gira, torna indietro, raggiunge l’arbitro che intanto gli si era avvicinato. Il conciliabolo è breve: "Mi ha chiesto se davvero l’avessi toccata con la mano. Testuale ho ammesso: 'Sì, il gol è da annullare'. Perché non l’ho detto subito? Mi ero impaurito, quelli della squadra rivale erano davvero furibondi". Mentre il gioco riprende regolarmente dal fondo uno del Trasimeno va da Polidori a stringergli la mano e gli altri lo applaudono.
La domenica memorabile di Enrico non finisce qui: nella ripresa segna il gol vittoria su rigore. Ed è doppietta. Domanda: se non avesse siglato la rete del 2-1 i suoi compagni di squadra che le avrebbero detto? "Penso nulla. Mi conoscono, lo sanno come sono fatto. Semmai sono stupito del clamore che ha suscitato questa vicenda che secondo me doveva invece passare inosservata. Ma il calcio è così, purtroppo: c’è troppa pressione, persino nelle serie minori. In altri sport non succede, c’è più correttezza".