Redazione Calciomercato

Inter, questo Donnarumma sarebbe davvero un grande colpo?
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Potendo vantare nel proprio passato, più e meno recente, una tradizione di grandissimi numeri uno – da Sarti a Bordon, passando per Zenga, Pagliuca, Peruzzi e Julio Cesar – e avendo scelto negli ultimissimi tempi di puntare su portieri più “umani” come Handanovic, Onana, Sommer o Martinez, poche squadre in Serie A come l'Inter si possono definire particolarmente abili e competenti nell'individuare la guida sicura alla quale affidare la difesa della propria porta. Il contestuale rafforzamento dell'organico, che nelle ultime stagioni ha consentito a Simone Inzaghi e ai suoi di mantenere un altissimo livello di competitività su tutti i fronti, ha fatto forse passare un po' in secondo piano l'importanza specifica di questo. Ma, nell'ambito di un momento storico nel quale di interpreti in grado di fare realmente la differenza portando molti punti in classifica e acquistabili a buon mercato, il club nerazzurro appare intenzionato a tornare ad investire nel futuro prossimo anche per risolvere questa particolare esigenza.
SIMONE INZAGHI VINCE LA PANCHINA D'ORO
Da qualche settimana ormai – che si tratti di rumors provenienti dalla Francia o di dichiarazioni del diretto interessato o di persone a lui vicine – il nome di Gianluigi Donnarumma ha iniziato a circolare con una discreta insistenza attorno alla società campione d'Italia in carica. Una meta tornata ad essere ambitissima da diversi campioni e giocatori di alto livello, che sulla sponda nerazzurra di Milano saprebbero di potersi confrontare regolarmente sul palcoscenico della Champions League, con la prospettiva di essere protagonisti fino in fondo e di consolidare così il proprio status. Nel caso del portiere della Nazionale, nonché ex Milan, il ritorno nel nostro campionato potrebbe rappresentare – al contrario – l'occasione del rilancio e della definitiva consacrazione, dopo un periodo di quattro anni trascorso al Paris Saint-Germain nei quali la sua crescita non sembra essersi definita al 100%.
GERMANIA-ITALIA, DONNARUMMA E' IL PEGGIORE DEGLI AZZURRI
Sia da un punto di vista tecnico che mentale. Gli ultimi due impegni con la maglia dell'Italia, nel doppio atto valido per i quarti di finale di Nations League, sono stati un po' la cartina di tornasole di pregi e difetti di Donnarumma. Tra i migliori in Europa nella copertura della porta e nell'opporsi alle conclusioni, sia da lontano che dalla distanza, purché a media altezza, e del mondo nel fronteggiare i calci di rigore (i tifosi inglesi, non ultimi quelli del Liverpool, ne sanno qualcosa), mostra tuttavia il rovescio della medaglia in altre situazioni. Oltre alle ben note difficoltà nell'impostazione coi piedi – che nemmeno a Parigi e la presenza negli anni di diversi allenatori “giochisti” ha limato – proprio in occasione del brillante cammino europeo del PSG in Champions ha ribadito le difficoltà di Gigio nel risultare agile e rapido nell'abbassarsi per intercettare le conclusione più radenti il terreno e, colpa non di poco conto per uno della sua statura e struttura fisica, una conclamata incertezza nel dominare la sua area di rigore su cross e palle inattive. Un portiere alto quasi due metri dovrebbe essere padrone incontrastato dell'area piccola e molto più sicuro – per sé e per i compagni – sui traversoni che spiovono all'interno dell'area.
INTER, DONNARUMMA APRE AL RITORNO A MILANO
Una serie di situazioni che vanno a toccare aspetti meramente tecnici ma che denunciano, al tempo stesso, qualche problematica a livello di personalità e di concentrazione. E qui si viene alla clamorosa topica commessa nella circostanza del secondo subito contro la Germania a Dortmund. A nessun giocatore, tanto più ad un portiere – protagonista poco prima di un bella deviazione in calcio d'angolo – e con l'ulteriore responsabilizzazione della fascia di capitano al braccio può essere perdonata la distrazione che ha permesso a Kimmich di coglierlo impreparato e fuori dalla sua porta, pescando un Musiala liberissimo di andare a segno. "Dispiace per il risultato. Dispiace soprattutto per il gol preso in quel modo", ha chiosato Donnarumma nelle ore successive al fatto, ma la sostanza non cambia.
RAIOLA: "ECCO LA PRIORITA' DI DONNARUMMA"
Ora. Considerando che Sommer si avvia verso il suo ultimo anno di contratto e che l'ex Genoa Josep Martinez ha offerto risposte altalenanti nel ruolo di secondo, è inevitabile che l'Inter inizi a riflettere su come attrezzarsi per il futuro a medio termine. Tanto più se la situazione contrattuale di Donnarumma a Parigi è chiara (scadenza nel 2026) ma in divenire, in termini di trattativa per un eventuale prolungamento. Facendo quindi ragionamenti e considerazioni di opportunità economiche – al netto di un ingaggio da 10 milioni di euro fuori portata per qualsiasi squadra italiana – Marotta e Ausilio fanno più che bene a valutare anche questa pista alle giuste condizioni. Ma, sotto un aspetto più tecnico, a 26 anni già compiuti e con un'esperienza piuttosto importante alle spalle, sarebbe un investimento da fare ad occhi chiusi? Questo Donnarumma quanto sarebbe effettivamente migliorabile, anche considerando che all'Inter ritroverebbe come preparatore quel Gianluca Spinelli che lo aveva allenato e svezzato ai tempi del PSG? Una squadra forte e ormai consolidata come quella di Inzaghi farebbe un salto di qualità davvero così importante con l'attuale versione del numero della Nazionale?
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SIMONE INZAGHI VINCE LA PANCHINA D'ORO
Da qualche settimana ormai – che si tratti di rumors provenienti dalla Francia o di dichiarazioni del diretto interessato o di persone a lui vicine – il nome di Gianluigi Donnarumma ha iniziato a circolare con una discreta insistenza attorno alla società campione d'Italia in carica. Una meta tornata ad essere ambitissima da diversi campioni e giocatori di alto livello, che sulla sponda nerazzurra di Milano saprebbero di potersi confrontare regolarmente sul palcoscenico della Champions League, con la prospettiva di essere protagonisti fino in fondo e di consolidare così il proprio status. Nel caso del portiere della Nazionale, nonché ex Milan, il ritorno nel nostro campionato potrebbe rappresentare – al contrario – l'occasione del rilancio e della definitiva consacrazione, dopo un periodo di quattro anni trascorso al Paris Saint-Germain nei quali la sua crescita non sembra essersi definita al 100%.
GERMANIA-ITALIA, DONNARUMMA E' IL PEGGIORE DEGLI AZZURRI
Sia da un punto di vista tecnico che mentale. Gli ultimi due impegni con la maglia dell'Italia, nel doppio atto valido per i quarti di finale di Nations League, sono stati un po' la cartina di tornasole di pregi e difetti di Donnarumma. Tra i migliori in Europa nella copertura della porta e nell'opporsi alle conclusioni, sia da lontano che dalla distanza, purché a media altezza, e del mondo nel fronteggiare i calci di rigore (i tifosi inglesi, non ultimi quelli del Liverpool, ne sanno qualcosa), mostra tuttavia il rovescio della medaglia in altre situazioni. Oltre alle ben note difficoltà nell'impostazione coi piedi – che nemmeno a Parigi e la presenza negli anni di diversi allenatori “giochisti” ha limato – proprio in occasione del brillante cammino europeo del PSG in Champions ha ribadito le difficoltà di Gigio nel risultare agile e rapido nell'abbassarsi per intercettare le conclusione più radenti il terreno e, colpa non di poco conto per uno della sua statura e struttura fisica, una conclamata incertezza nel dominare la sua area di rigore su cross e palle inattive. Un portiere alto quasi due metri dovrebbe essere padrone incontrastato dell'area piccola e molto più sicuro – per sé e per i compagni – sui traversoni che spiovono all'interno dell'area.
INTER, DONNARUMMA APRE AL RITORNO A MILANO
Una serie di situazioni che vanno a toccare aspetti meramente tecnici ma che denunciano, al tempo stesso, qualche problematica a livello di personalità e di concentrazione. E qui si viene alla clamorosa topica commessa nella circostanza del secondo subito contro la Germania a Dortmund. A nessun giocatore, tanto più ad un portiere – protagonista poco prima di un bella deviazione in calcio d'angolo – e con l'ulteriore responsabilizzazione della fascia di capitano al braccio può essere perdonata la distrazione che ha permesso a Kimmich di coglierlo impreparato e fuori dalla sua porta, pescando un Musiala liberissimo di andare a segno. "Dispiace per il risultato. Dispiace soprattutto per il gol preso in quel modo", ha chiosato Donnarumma nelle ore successive al fatto, ma la sostanza non cambia.
RAIOLA: "ECCO LA PRIORITA' DI DONNARUMMA"
Ora. Considerando che Sommer si avvia verso il suo ultimo anno di contratto e che l'ex Genoa Josep Martinez ha offerto risposte altalenanti nel ruolo di secondo, è inevitabile che l'Inter inizi a riflettere su come attrezzarsi per il futuro a medio termine. Tanto più se la situazione contrattuale di Donnarumma a Parigi è chiara (scadenza nel 2026) ma in divenire, in termini di trattativa per un eventuale prolungamento. Facendo quindi ragionamenti e considerazioni di opportunità economiche – al netto di un ingaggio da 10 milioni di euro fuori portata per qualsiasi squadra italiana – Marotta e Ausilio fanno più che bene a valutare anche questa pista alle giuste condizioni. Ma, sotto un aspetto più tecnico, a 26 anni già compiuti e con un'esperienza piuttosto importante alle spalle, sarebbe un investimento da fare ad occhi chiusi? Questo Donnarumma quanto sarebbe effettivamente migliorabile, anche considerando che all'Inter ritroverebbe come preparatore quel Gianluca Spinelli che lo aveva allenato e svezzato ai tempi del PSG? Una squadra forte e ormai consolidata come quella di Inzaghi farebbe un salto di qualità davvero così importante con l'attuale versione del numero della Nazionale?
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