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    Capello: "Beckham andava bene solo per certi ruoli. Lasciai l'Inghilterra per difendere John Terry"

    Capello: "Beckham andava bene solo per certi ruoli. Lasciai l'Inghilterra per difendere John Terry"

    • Gabriele Stragapede
    Fabio Capello ha rilasciato una lunga intervista alla rete televisiva svizzera RSI durante il programma Larmandillo. Tanti aneddoti e retroscena quelli raccontati dall’attuale opinionista di Sky Sport. In particolare, si è soffermato sul periodo da commissario tecnico dell’Inghilterra, un’esperienza terminata non nel migliore dei modi.

    BECKHAM - “Beckham un bravissimo ragazzo e un buon giocatore, ma non buonissimo. Aveva la qualità di saper calciare molto bene, ma non dribblava un avversario. Aveva dinamismo, visione di gioco, ma andava molto bene solo in alcuni ruoli. Una persona fantastica, normalissima, sempre presente agli allenamenti, magari fossero tutti come lui. Racconto un episodio: nell'ultimo anno al Real Madrid, a gennaio firma per i Los Angeles Galaxy essendo in scadenza a giugno. La società non la prende bene e mi dice di non farlo giocare. Lo comunicai a lui e, nonostante questo, si presentava agli allenamenti in orario, lavorando sempre molto bene. Dopo la prima settimana che è ormai fuori, vado dal presidente e gli dico che lo avrei fatto giocare di nuovo perché non potevo non farlo con un professionista così esemplare. Da lì arriva anche la famosa remuntada al Barcellona in campionato, che fu fantastica. E Beckham fu determinante nella vittoria della Liga”.

    L’ESPERIENZA COME CT DELL’INGHILTERRA - “Potevamo giocare a settembre-ottobre contro le squadre più forti e batterle. Ma a giugno i giocatori ci arrivavamo cotti. Avevano pure la “scimmia sulla spalla” del fatto che per anni non hanno vinto nulla. Un fatto che pesa tantissimo, anche per aver perso numerose finali. Non sono sereni. Quando iniziava la competizione vera, erano stanchi e non erano nemmeno così convinti”.

    LA FINE DEL RAPPORTO COME CT - “Quell’esperienza finisce per la questione di John Terry che viene ritenuto responsabile di razzismo. Il Board decide che il capitano non sarà più lui, ma è una decisione che viene presa dall’allenatore. Quindi mi opposi e dissi che alla prima conferenza stampa avrei dichiarato che non fossi d’accordo su quanto deciso visto che la sentenza ufficiale sul caso non era ancora arrivata e quindi non me la sentivo di "darla" io. Dato che non volevo perdere la faccia lasciai. Poi il tribunale non dichiarò colpevole Terry”.

    CT DELLA RUSSIA - “Era una squadra modesta, non aveva niente di veramente grande. Facemmo una bella qualificazione finendo davanti al Portogallo. Arrivammo in Brasile abbastanza bene, ero convinto di avere un portiere davvero bravo, ma alla fine due suoi regali ci condannarono. Ero convinto di andare più avanti, anche se lì non c’era quella qualità che pensavi di poter mettere in campo. Lì poi avevo bisogno dell’interprete e così non entri nella testa dei calciatori: in Russia andò così, in Cina ne avevo persino sei. Mi dimisi dopo un anno perché vivevo in albergo senza mia moglie, che non mi aveva seguito".

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