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Nesta: "Al Milan si festeggiava forte solo per la Champions, agli Scudetti sono abituati. Alla Lazio abbiamo festeggiato un mese"
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SCUDETTI AL MILAN - “Ne abbiamo vinti pochi. Tre finali di Champions e poi vinciamo solo due scudetti… Il club era più predisposto alla Champions, anche la gente. In Champions difficilmente sbagliavamo partita, mentre se andavamo a giocare a Reggio Calabria, per dire, magari pareggiavamo. Il mister è più predisposto alla Champions, vedi anche ora al Real Madrid. La società era per la Champions, ma anche la gente: si accendeva, era diverso il clima”.
CHE MILAN E’ STATO - “Fortissimo. Poi hanno avuto la bravura di mettere dentro due-tre giocatori che non conosceva nessuno come Ricardo Kaká: è arrivato che sembrava un postino. Ma andava a duecento all’ora, nessuno si aspettava che andasse così forte. Thiago Silva veniva dalla Russia, ci si chiedeva chi fosse. Invece era fortissimo. Thiago Silva, Stam, Maldini, Kaladze… Gente fortissima”.
SCUDETTO DEL CUORE AL MILAN? - “Il primo. Era un anno in cui eravamo usciti dalla Champions e così abbiamo rimesso la stagione su. Però lo scudetto che mi rimane più nel cuore è quello che ho vinto con la Lazio. Perché a Milano scudetti, coppe… Sono abituati. Festeggi un giorno. A Roma abbiamo festeggiato un mese. Al Milan si festeggia forte quando si vince la Champions”.
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