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La Lazio è pronta, l'Inter richiama tutti. E la Juve aspetta ancora
LA SITUAZIONE – I contatti sono continui, tutti i giocatori sono ovviamente stati preallertati. Ma fino a quando non ci saranno certezze sulle date del ritorno in campo, i calciatori volati all'estero possono restare a casa. Solo nella serata di ieri è poi arrivata la certezza da parte della Fifa che in un modo o nell'altro la stagione dovrà essere portata a termine, quindi nelle prossime ore qualcosa potrebbe cambiare anche formalmente nella riorganizzazione del lavoro in casa Juve, dove regnava la massima prudenza: perché costringere ad altri viaggi in questa fase di emergenza i giocatori se non strettamente necessario? In estrema sintesi era questo il ragionamento. Che è destinato comunque a cambiare ora, per quanto un giorno per il raduno non ci sia ancora. Attendismo che rischia di trasformarsi in ritardo rispetto alle dirette inseguitrici, anche se in realtà non sembra esserci grossa preoccupazione: il lavoro prosegue anche a distanza e a livello individuale, stare a casa non è come lavorare in gruppo alla Continassa ma le condizioni domestiche di quasi tutti i bianconeri sono di primo livello. E pure gli ulteriori 14 giorni di isolamento a cui dovranno sottostare tutti e nove i calciatori una volta rientrati in Italia (da Cristiano Ronaldo a Higuain, da Douglas Costa a Danilo e Alex Sandro, fino a Pjanci, Khedira, Rabiot e Szczensy) sembra preoccupare poco o nulla il club. Che aspetta prima di stabilire (e comunicare) le prossime mosse. La corsa scudetto diventa una gara tra strategie diverse.