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Juve, l'emergenza cambia tutto: così la panchina di Sarri non balla più
EFFETTO INTER – In realtà, già dieci giorni dopo era cambiato moltissimo. Tra un rinvio e l'altro (rimandata di una settimana la sfida con l'Inter, posticipata a data da destinarsi la semifinale di Coppa Italia di ritorno con il Milan), la Juve ha saputo ricompattarsi prima del derby d'Italia. Dimostrandosi più squadra, più forte di testa e più forte in assoluto dell'Inter. Con Sarri capace di rigenerare i bianconeri anche con scelte di formazione forti: si torna al 4-3-3, si utilizza Dybala a gara in corso, si riscrive tutto il centrocampo bocciando Pjanic e rilanciando il trio Ramsey-Bentancur-Matuidi. Mica poco. Appena in tempo per lasciare questa immagine come l'ultima da ricordare prima di una lunga sosta, non prevista ancora ma già nell'aria.
EFFETTO CALENDARIO – Poi si è fermato tutto, fino a quando ancora non si sa con certezza. Ma la Fifa si è esposta chiaramente parlando di una stagione sportiva da concludere a ogni costo, al di là del calendario. Potrà terminare a luglio, agosto, perfino in autunno se necessario. Poi una breve pausa e via alla prossima stagione. Una condizione che di fatto va anche in soccorso dello stesso Sarri. Il suo futuro dipendeva sostanzialmente dai risultati, ma che siano positivi o negativi inevitabilmente (anche giustamente) il giudizio non potrà che restare sospeso e condizionato da una situazione senza precedenti. E in generale diventerebbe molto complicato trovate il tempo e il modo per ricalibrare un nuovo progetto tecnico con così poco margine tra una stagione e l'altra. Aiutando Sarri a rifissare viti e bulloni di una panchina che cinquanta giorni fa traballava, pure molto.