Jacobelli, derby strazio. Berlusconi ceda presto il Milan e Thohir rifaccia l'Inter
Deprimente la povertà tecnica di una sfida che un tempo decideva scudetti e addirittura metteva in palio una semifinale Champions (2005). Ora è un pianto e meno male che l’Expo non è ancora cominciata: se questo è il biglietto da visita calcistico di Milano universale, stiamo freschi. La verità è semplice: prima Berlusconi vende il Milan ai cinesi o ai thailandesi o comunque ad asiatici dandosi e meglio è. Purché i nuovi padroni abbiano veramente tanti soldi e siano spiritualmente pronti a spenderli per rifondare una squadra che al Milan euromondiale di Sacchi manco potrebbe allacciare le scarpe. Tranne Diego Lopez che ha salvato Inzaghi dall’ira di Berlusconi, l’uomo che sabato a Milanello disse: ho visto la luce. Absit iniuria verbis, come dicono in Tibet, quando viene sera anche le ombre dei nani sembrano giganti.
Il problema del Milan è che ha un buon portiere, ma una pessima squadra. Un vero tiro in porta in novanta minuti (Suso) e la ciabattata di De Jong allo scadere: i veri eroi sono stati i 75 mila spettatori, molti dei quali stranieri a Milano per il Salone del Mobile. Se la prossima volta non torneranno, avranno tutta la nostra comprensione. Certo, l’Inter non se la passa meglio: il Milan accusa 30 punti in meno rispetto alla Juve,ma i cugini sono a -31. Kovacic non è né carne né pesce; visto Medel (!) impostare la manovra, in assenza di piedi più sopraffini; schema di gioco preferito: buttare la palla nella metà campo avversaria sperando che Palacio e Icardi s’inventino qualcosa. Aggiungete che Banti trova sempre il modo di farsi riconoscere (negato un rigore all’Inter per fallo di mano in area di Antonelli; giusto, invece, l’annullamento dell’autogol di Mexes per fallo di Palacio su Antonelli). Anche se l’immagine più emblematica di questa non partita è stata la smorfia finale di Thohir in tribuna. Chissà se in indonesiano si traduce: ma chi me l’ha fatto fare?
Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com