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Inter, il dopo Handanovic è Sirigu
Bene, ma Handanovic mica andrebbe a giocare la Champions? Vero, poco importa, bisognava pure trovare una frase per iniziare a far girare la ruota. Frase trovata, magari di comune accordo tra portiere e società nerazzurra. Perché Handanovic vuole l'Europa che conta, ma probabilmente desidera soprattutto cambiare aria, area, squadra e campionato. E Abramovic ha sempre ingaggi convincenti, quel che serve a chiudere la tela. Poi? L'Inter deve e vuole vendere, per continuare sulla strada del fair play finanziario (già rispettato secondi i report fino a dicembre 2015) , per non dover rinunciare a Icardi e Perisic e magari convincere Mancini ad accettare di buon grado la permanenza a Milano. Sostituti per Handanovic? La prima ipotesi era Perin e con il Genoa la trattativa erano già ben avviata. Trattativa che al momento si è interrotta. Perché “il Genoa non vende giocatori infortunati”, semmai li compra e in questo modo ha spesso fatto brillanti operazioni, compresa quella che ha portato al rilancio di Palacio. Perché alcune uscite (verbali) sbagliate hanno leggermente raffreddato l'interesse nerazzurro, ma questo alla fine sarebbe un ostacolo superabile. Il terzo, sostanziale, motivo che allontana Perin dall'Inter è il prezzo del giocatore. “Vale almeno 25 milioni, se si muoverà andrà all'estero”, hanno più volte ripetuto Matteo e Moreno Roggi, procuratori del portiere, gente serie, mica abbaialuna. E allora, se e quando Handanovic partirà, per Mancini potrebbe arrivare Sirigu, portiere ombra di Buffon in Nazionale, qualità, esperienza, poca voglia di restare al PSG e quasi nessuna voglia dei francesi di trattenerlo. Per Thohir sarebbe l'affare migliore, imbattibile nel rapporto prezzo basso e qualità alta.
Mancini si adeguerà, almeno che dopo Handanovic non parta anche Icardi. Al momento la cessione dell'attaccante pare scongiurata, una decisione diversa e via a un altro giro, via con la ballata dell'allenatore. Perché senza Handa e Maurito, Mancini potrebbe salutare l'Inter e decidere pure di mettersi in corsa per il dopo Conte in Nazionale. Ma dovrà fare in fretta. Qui è in testa Gianni De Biasi, che sarebbe la scelta migliore, senza troppi giri di parole. Montella più di Ventura, due alternative, se a decidere sarà Marcello Lippi, nel suo inedito e possibile ruolo di supervisore azzurro. Il genoano Gasperini una terza via, tra le poche e confuse idee del presidente federale Tavecchio. Domenica finisce la serie A. Musica.