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Fiorentina-Lecce e le voci sull'esonero di Palladino: cosa non funziona e cosa può succedere
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A Firenze il clima è rovente in una maniera paradossale: la squadra occupa il sesto posto in classifica e ha un punto in più rispetto alla stagione 2023/24, ampiamente in linea con gli obiettivi, eppure il gradimento dei tifosi nei confronti del tecnico è sceso ai minimi mai toccati in questa stagione. Come mai? la ragione del malcontento è da ricercare nell'estrema discontinuità dei risultati stagionali, soprattutto in campionato:
- 0 vittorie nelle prime 4 giornate (3 pareggi, 1 sconfitta)
- 8 vittorie consecutive
- 0 vittorie nelle successive 6 (2 pareggi, 4 sconfitte)
- 3 vittorie consecutive
- 3 sconfitte nelle ultime 3 partite contro Inter, Como e Verona.
Oltre a ciò, sebbene - va sottolineato - Palladino si sia speso più volte nello smentire qualsiasi allusione a rapporti non proprio idilliaci con la dirigenza ed in particolare con il direttore sportivo Daniele Pradè, dobbiamo constatare una serie di uscite del dirigente, dopo alcune sconfitte (ad esempio contro Monza e Como) che hanno chiamato direttamente in causa l'atteggiamento della squadra. Infine, il direttore generale Alessandro Ferrari è stato chiaro prima della disfatta di Verona: "La squadra è forte ed è stata ulteriormente rinforzata a gennaio, ora aspettiamo i risultati".
Fiorentina-Lecce, dunque, diventa un incrocio delicatissimo dopo tre ko di fila, che hanno tolto ben 9 punti sull'ideale tabella di marcia stilata da Palladino alla fine del girone di andata ("L'obiettivo è fare più punti al ritorno di quanti ne abbiamo fatti fino ad ora"). C'è chi assicura che, in assenza di una vittoria, sia già pronto l'esonero per l'allenatore ex Monza, con le soluzioni più plausibili che sarebbero quelle che porterebbero a Igor Tudor o Alberto Aquilani, magari per poi ripartire con Maurizio Sarri.
In realtà, queste speculazioni non tengono conto di un dettaglio fondamentale: l'estrema riluttanza del presidente Commisso ad esonerare o comunque a separarsi dai membri della sua "famiglia" viola. Il tycoon ha difeso pubblicamente Palladino non molto tempo fa, affermando di averlo tenuto nonostante qualcuno volesse cacciarlo, e ha definito l'esonero di Beppe Iachini nel novembre del 2020 come l'errore più grande mai commesso alla guida del club. Tradotto: finché la classifica di Serie A e i numeri della Fiorentina non condanneranno Palladino oltre i capi d'accusa che abbiamo elencato sopra, è difficile immaginare una calata della lama dell'ideale ghigliottina viola sulla sua testa.
Palladino, dunque, rischia se non vince contro il Lecce? Possiamo dire che le valutazioni della società sono in corso: se la Fiorentina verrà superata dalle squadre che le stanno appena dietro - Milan, Bologna e Roma - e si ritroverà nona, senza dare segnali di ripresa, allora è probabile che si giunga anche a soluzioni estreme, ma la vicinanza degli ottavi di finale di Conference League da giocare il 6 ed il 13 marzo contro il Panathinaikos impongono cautela ulteriore. Se di esonero dovesse trattarsi, allora vorrà dire che la situazione, nella sua interezza, sarà giudicata irrecuperabile.
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