Cessione Milan, cinesi a caccia di soldi: a rischio il futuro del club
Dei 'cinesi', rigorosamente tra le virgolette, si sa poco. Quasi nulla. Sebbene siano passati quasi 7 mesi dalla firma del preliminare di Villa Certosa. Conosciamo il nome del broker-imprenditore cinese Li Yonghong, del quale nessuno sa quale sia la forza economica e patrimoniale, che ha coinvolto il fondo provinciale Haixia Capital, creando la società-veicolo Sino Europe Sports. Nulla di più. In questi mesi sono stati fatti tanti nomi di potenziali investitori, nessuno di questi ha confermato un ruolo nell'affare.
Come scrive La Gazzetta dello Sport nessuna banca si è fatta avanti per un ruolo da 'azionista', ma al massimo da 'finanziatore'. Ma con quali garanzie? I 200 milioni arrivati nelle casse di Fininvest in due tranche, secondo SES erano soldi di Li, poi si è scoperto che la seconda parte è arrivata dalle Isole Vergini attraverso un prestito di Willy Shine a Rossoneri Investment di Hong Kong, in seguito rimborsato. Ma perchè Li Yonghong, che non è un miliardario e che in Cina nessuno conosce, ha accettato di prendersi il rischio e versare 200 milioni come caparra, senza via d'uscita in caso di mancato closing?
Domande, tante domande. Alle quali al momento non ci sono risposte. Perchè comunicazioni ufficiali non ce ne sono, perchè il fronte italiano non si sbilancia. Perchè a Fininvest non è ancora arrivata la lista degli investitori. Il Milan ha bisogno di soldi e per questo motivo necessita di un acquirente solido. Che possa farsi carico del debito pregresso, circa 220 milioni, e che possa garantire al club un ruolo da protagonista, sul mercato e sul campo. In gioco c'è il futuro, un futuro a rischio.